ETF

Cosa sono gli ETF?

Gli E.T.F. (Exchange Traded Funds) sono strumenti di investimento passivi che replicano un indice di riferimento. La replica può essere fisica oppure a swap (in questo caso gli ETF investono in un derivato che ha come risultato la performance del paniere sottostante).

Sono definiti passivi in quanto non esiste un gestore che decide quali titoli dell’indice di riferimento sovra o sotto pesare; l’indice viene quindi replicato esattamente nella sua composizione, per cui l’ETF avrà una performance pari a quella dell’indice stesso, dedotti i costi di gestione dell’ETF, quindi minimi.

​ Il capitolo costi è infatti molto importante quando parliamo di ETF: un’altra ragione per cui crediamo che gli ETF siano strumenti efficienti è appunto rappresentata dai bassi costi a loro carico; le spese correnti (cioè il costo a carico del risparmiatore) medie degli ETF presenti sul mercato italiano si aggirano intorno allo 0,30%, rispetto alle Spese Correnti medie dei fondi comuni di investimento attivi proposti dalle banche che possono anche superare, in alcuni casi, il 2,5% annuo.

Bisogna considerare inoltre che la maggior parte dei fondi comuni di investimento proposti dalle banche/reti di promotori finanziari nel lungo periodo non riesce a battere in modo costante il proprio indice di riferimento (benchmark); essi quindi rappresentano uno strumento molto caro e poco efficiente per perseguire i propri obiettivi di investimento.

Un altro vantaggio che gli ETF presentano è quello di essere strumenti quotati, con la possibilità quindi di essere negoziati in continuo. Mentre infatti il valore delle quote di un fondo comune di investimento attivo (NAV) viene determinato giornalmente alla chiusura delle contrattazioni, e quindi può essere negoziato una volta sola al giorno, gli ETF, essendo negoziati in continuo, permettono di essere liquidati immediatamente, offrendo quindi anche una maggiore trasparenza al cliente.

Ma perché le banche o le reti di promotori utilizzano solo marginalmente tali strumenti? La risposta è data principalmente da motivazioni economiche. Gli intermediari tradizionali infatti ricevono delle commissioni di retrocessione da parte delle case che emettono i prodotti da loro collocati, una sorta di provvigione per aver “distribuito” il prodotto. Molto meglio quindi collocare nel portafoglio dei clienti prodotti con commissioni alte, non facilmente identificabili, che garantiscono una resa migliore all’intermediario che li propone (vedi il whitepaper sulle commmisioni).

Il servizio gratuito offerto da reFees consiste nel calcolo delle commissioni che gravano sugli strumenti dell’investitore. ReFees non entra nel merito delle scelte di investimento o di allocazione dei propri utenti riguardo al loro patrimonio, tantomeno sull'appropriatezza e adeguatezza degli strumenti detenuti dal cliente in relazione al suo profilo di rischio, che reFees non determina. Rimangono quindi a carico del cliente tali valutazioni. Nel calcolo delle commissioni reFees opera cercando la massima precisione dei dati, ma non si assume nessuna responsabilità per eventuali dati errati o difformi dalla realtà. Le informazioni ottenute attraverso reFees non costituiscono distribuzione o vendita di strumenti finanziari. ReFees non diffonderà i dati personali degli utenti a terze parti, eccetto nei casi specificati dalla nostra Privacy Policy. ReFees non potrà essere ritenuta responsabile per eventuali perdite sul patrimonio associate con l’utilizzo del suo servizio.
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