Gestioni

Il mondo del risparmio gestito è sempre più ricco, soprattutto per i distributori (Banche, private banking e promotori finanziari) ed in misura minore anche per le “fabbriche prodotto” che li costituiscono.
Secondo uno studio di Morningstar, i fondi di investimento in Italia sono i più cari in Europa e le commissioni sono aumentate nell’ultimo triennio a differenza di tutti gli altri Paesi europei, dove invece risultano decrescenti.

Le commissioni applicate sui fondi gestiti in Italia sono mediamente il 40% più alte di quelle richieste negli altri Paesi europei.In particolare, in una fotografia scattata nell’aprile del 2016, i risparmiatori italiani pagavano circa l’1.40% del capitale investito, i francesi lo 0,80%, gli inglesi l'1%.
A differenza degli altri Paesi europei, oltretutto, in Italia il costo aumenta ancor di più poichè le nostre società di gestione del risparmio applicano con sempre maggior frequenza le cosiddette performance fees; basti pensare che il 55% dei fondi italiani le applica, contro una media europea del 16%.

A questi costi (nel caso dei fondi) vanno poi aggiunti nella maggioranza dei casi (sono rari i casi di utilizzo di un conto amministrato) i costi della gestione patrimoniale applicata dalla banca.
Tutto ciò a discapito del cliente finale che potrebbe essere tutelato di più sotto il profilo dei costi solamente se la banca decidesse (ovviamente se non richiesto dal cliente non lo farà mai!) di utilizzare all’interno delle proprie gestioni ETF anziché fondi attivi, tra l'altro sempre avendo gli stessi benchmark di riferimento.

Ma soprattutto se l'operatore si sedesse veramente dalla parte del cliente condividendo le scelte ex-ante, sia in termini di asset allocation che di strumenti da utilizzare, invece di continuare a “vendere” il servizio di gestione patrimoniale molto costoso e dove il cliente conosce la propria situazione solamente dopo che il “gestore” ha fatto le proprie scelte (ovviamente sempre profittevoli per il proprio intermediario a discapito del rendimento del cliente).

Il servizio gratuito offerto da reFees consiste nel calcolo delle commissioni che gravano sugli strumenti dell’investitore. ReFees non entra nel merito delle scelte di investimento o di allocazione dei propri utenti riguardo al loro patrimonio, tantomeno sull'appropriatezza e adeguatezza degli strumenti detenuti dal cliente in relazione al suo profilo di rischio, che reFees non determina. Rimangono quindi a carico del cliente tali valutazioni. Nel calcolo delle commissioni reFees opera cercando la massima precisione dei dati, ma non si assume nessuna responsabilità per eventuali dati errati o difformi dalla realtà. Le informazioni ottenute attraverso reFees non costituiscono distribuzione o vendita di strumenti finanziari. ReFees non diffonderà i dati personali degli utenti a terze parti, eccetto nei casi specificati dalla nostra Privacy Policy. ReFees non potrà essere ritenuta responsabile per eventuali perdite sul patrimonio associate con l’utilizzo del suo servizio.
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