La Nostra Partnership Con Moneyfarm

E’ con grande soddisfazione che annunciamo l’inizio della nostra partnership con Moneyfarm, tra i pionieri in Europa nei servizi di digital wealth management e nominata quest’anno per la terza volta consecutiva la migliore società di consulenza finanziaria indipendente in Italia.

Ma facciamo un passo indietro: per spiegare come siamo arrivati a stringere un accordo con Moneyfarm dobbiamo tornare ai motivi della nascita della nostra startup, ReFees.

ReFees è nata come società nel settembre del 2016 ed è stata iscritta nel registro delle startup innovative nel successivo ottobre. In realtà il progetto è partito all’incirca un anno e mezzo prima, tempo dedicato alla costruzione del prodotto.

Operando prima in ambito bancario e poi all’interno di un multi-family office, ci siamo resi conto di un problema evidente: la maggior parte dei potenziali clienti che incontravamo era decisamente inconsapevole dei costi gravanti sui propri investimenti, soprattutto quando questi erano rappresentati da fondi comuni di investimento o comunque da prodotti di risparmio gestito.

Purtroppo, nel 90% dei casi, tali costi andavano decisamente oltre le loro aspettative; qualche volta anche di gran lunga, facendo sobbalzare più di un cliente sulla propria sedia!

 

uomo d'affari sorpreso

 

Essendo la maggior parte dei costi legati a tali strumenti impliciti nel prodotto stesso, è ovvio come al cliente non appaia in modo immediato l’ammontare delle commissioni pagate. E’ anche vero che spetterebbe al consulente di turno evidenziare tali costi, ma spesso ciò non avviene (benvenuta MIFID2).

Ora, il problema dei costi non sussisterebbe se valesse la regola “pago tanto –> ottengo tanto”. Purtroppo non è così.

Nell’anno e mezzo di lavoro che ha preceduto il lancio di ReFees abbiamo effettuato uno studio qualitativo approfondito di tutti gli strumenti di risparmio gestito distribuiti in Italia; un lavoro lungo ed impegnativo, che ci ha visto impegnati ore ed ore ad esaminare attentamente fondi comuni d’investimento e SICAV (facendo riferimento alla documentazione ufficiale delle case ed avvalendoci dei dati forniti dal nostro provider Quantalys).

La conclusione a cui siamo arrivati, e che ricalca le tematiche di cui già da tempo si dibatte a livello internazionale in merito alla mancata capacità dei gestori attivi di portare reale valore nel tempo, è che solamente una piccola percentuale di gestori riesce a giustificare le proprie “salate” commissioni (pubblicheremo prossimamente un post con i risultati aggregati del nostro studio).

Abbiamo inoltre verificato come molti dei fondi comuni di investimento potrebbero in realtà essere ottimizzati utilizzando strumenti meno costosi, come gli ETF, sviluppando un algoritmo proprietario che ci permette di identificare tali fondi ed indicare all’utente il potenziale risparmio che potrebbe ottenere da tale ottimizzazione.

Perché secondo noi gli ETF sono strumenti più efficienti in molti casi?

Per un motivo molto semplice: riteniamo che l’elemento principale che concorre a determinare il rendimento di un investimento sia dato dall’asset allocation, ossia dalla scelta della classe di investimento nella quale investire (se, ad esempio, sia meglio acquistare azioni americane od europee, o ancora obbligazioni corporate o governative), sia a livello strategico che tattico.

In misura molto minore pesano il market timing e la security selection, ossia decidere quando entrare/uscire dal mercato o che strumento comprare.

Decisa quindi l’asset allocation, uno strumento che replichi il più fedelmente possibile l’indice di riferimento della classe scelta (ETF/index fund) è, a nostro modo di vedere, lo strumento più efficiente, avendo costi molto contenuti (mediamente un ETF costa intorno allo 0,25%, mentre un fondo molto di più, con casi che superano il 2,5% annuo).

Intendiamoci, non stiamo dicendo che tutti i fondi comuni di investimento siano da evitare, non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio. Sul mercato esistono gestori molto bravi, che sono riusciti a portare reale valore nel tempo (magari battendo costantemente il proprio benchmark di riferimento).

Anche se i risultati passati non sono garanzia di quelli futuri, sapere che sono in buone mani riteniamo sia un’informazione utile (ed infatti il nostro algoritmo – che analizza svariati punti – fornisce anche tale informazione).

La brutta notizia è che la percentuale di gestori bravi è davvero bassa: circa il 10% del nostro database (costituito da ca. 26.000 records)….

Ecco quindi che con reFees abbiamo voluto creare un tool che possa fornire all’utente, in maniera anonima e gratuita (bastano un indirizzo email ed una password per iscriversi) una serie di informazioni che riteniamo siano importanti, soprattutto in questi tempi di tassi ai minimi storici, dove la componente “costo” di uno strumento assume molta rilevanza.

Abbiamo quindi lanciato un anno fa con l’intenzione di fare un po’ di “beta test” e, soprattutto, di raccogliere feedback da parte degli early adopters per capire come migliorare il prodotto.

In questo tempo le cose sono cresciute e più di un utente ci ha scritto dicendoci: “Ok, ora sono consapevole che esiste un modo più efficiente per gestire i miei soldi, ma da chi posso farmi seguire?”.

In effetti il modello di asset allocation implementata attraverso ETF o index funds non è un modello che le banche tradizionali italiane sono molto inclini a seguire (non dimentichiamoci che una buona parte delle commissioni pagate ai fondi vanno a remunerare la “distribuzione”)…

Da anni seguiamo personalmente il progetto Moneyfarm, da quando, nel 2011, hanno lanciato un modello esattamente di questo tipo: consulenza finanziaria indipendente al 100%, senza conflitto di interessi. Una fee per la parte consulenza ed un costo del prodotto ridotto al minimo attraverso ETF.
Esattamente il modello menzionato prima.

 

logo moneyfarm

 

In questi anni Moneyfarm è cresciuta e nel 2016 è addirittura approdata in UK, dove sta continuando a macinare numeri, diventando uno dei principali player in Europa nel digital wealth management.

La particolarità di Moneyfarm è inoltre che non offre un servizio esclusivamente automatizzato (quindi puro robo-advisor), ma un servizio definito “ibrido”, ossia il cliente, se vuole, è seguito direttamente da un consulente in carne ed ossa. Il modello secondo noi vincente.

Abbiamo quindi approcciato Moneyfarm nei mesi scorsi, per parlare di una potenziale partnership. Ne è nato un confronto molto interessante, sia sul lavoro da noi sviluppato attraverso il nostro studio sia, da parte nostra, verso il loro modello.

Dialogando abbiamo realizzato di condividere gli stessi valori: trasparenza nei confronti degli utenti e la voglia di portare un reale vantaggio all’investitore.

Oggi quindi siamo lieti di annunciare il primo passo di questa partnership: tutti gli utenti reFees che, dopo essersi resi conto di spendere troppo sui propri investimenti, vorranno provare una modalità più efficiente per gestire i propri risparmi, potranno trovare nel nostro partner Moneyfarm l’interlocutore ideale per realizzare tale obiettivo.

Perché i rendimenti sono incerti, ma i costi sono certi!

Iscriviti anche tu ora gratuitamente su reFees e scopri quanto stai spendendo!

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